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Gli assassini dei fratelli Rosselli

compensati con cento fucili Beretta
Il delitto concertato a Montecarlo - È in scena il generale Pariani

Nuovi particolari sull'organizzazione dell'assassinio dei fratelli Rosselli risultano dalle confessioni di uno degli inputati al processo che avrà inizio il 23 gennaio: il colonnello Santo Emanuele. L'Emanuele subito dopo il suo arresto avvenuto nel settembre scorso, così dichiarò alla Polizia: "In un mese imprecisato del 1937, in uno dei miei rapporti col col. Angioi. in quell'epoca capo del SIM (Servizio Informazioni Militari) il predetto colonnello mi passò l'ordine di "eliminare" uno dei fratelli Rosselli e precisamente quello che in quell'epoca era fuoruscito per ragioni politiche. Passai a mia volta, come da disposizioni ricevute, "la parola" al capo del Centro di Torino. Non sono in condizioni di spiegare come mai sia avvenuta la soppressione di entrambi i fratelli, mentre le disposizioni partite mio tramite erano quelle di sopprimere solamente il Rosselli (Carlo) fuoruscito. Ignoro chi personalmente abbia impartito l'ordine, ma è mia impressione che esso sia partito unicamente da Ciano".

Il delittuoso incarico

Già in una nostra precedente informazione abbiamo resa nota tale rivelazione dell'imputato: ora è da aggiungere che neppure negli interrogatori, resi successivamente dinanzi al giudice istruttore, l'Emanuele ha precisato la data in cui ricevette l'ordine di sopprimere i Rosselli, ma da una relazione al capo servizio del SIM, si rileva che il delitto era previsto fin dal gennaio 1937.

Sono in scena le "Dd"

Il nome dei Rosselli appare in una seconda relazione dello stesso Emanuele in data 3 febbraio 1937. Fra le azioni pratiche su persone incomode è specificato, al comma 4: "Affare Rosselli: noto, Incaricato anche Navale (capo del Centro controspionaggio militare di Torino) di stabilire l'attuale posizione". L'assassinio è chiaramente indicato in un successivo rapporto che reca la data del 2 aprile 1937, redatto dal maggiore Navale. In esso è detto che varie circostanze concomitanti hanno portato il capo del controspionaggio di Torino a sfruttare l'attività di una organizzazione nazionalista francese clandestina nell'opera di sabotaggio comune tendente a colpire i rifornimenti e la resistenza della Spagna. L'organizzazione è indicata con la sigla "Dd". A prova dell'idoneità della detta organizzazione a sopprimere persone incomode, si cita l'omicidio da essa compiuto in Italia nella persona di un mercante russo. "La collaborazione di "Dd" - è detto poi nel rapporto - si svolge, tra l'altro, mediante la soppressione di persone incomode, a nostra richiesta, alla sola condizione che il giuoco valga la candela. Tale collaborazione è finora allo stato di promessa. È stato designato il primo obiettivo nella persona del noto antifascista Carlo Rosselli. Uno dei dirigenti parigini di "Dd", è venuto appositamente a Nizza e ha chiesto di potermi parlare a tal fine. L'incontro avvenne a Montecarlo il 22 marzo 1937 ed il colloquio fu proseguito in località alpestre lungo la Moyenne Corniche. Detto dirigente, che ho motivo di ritenere un ufficiale in servizio presso il Ministero della Guerra in momentaneo congedo, si è impegnato solennemente ad eseguire il colpo (il Rosselli è già seguito e vigilato nelle sue abitudini) chiedendomi in compenso di facilitargli l'acquisto (a pagamento) di almeno cento, per ora (per dimostrare la nostra buona volontà), moschetti Beretta semi automatici. Ho promesso con altrettante solennità non i moschetti (non era nelle mie competenze) ma che avrei caldeggiato la cosa e ci siamo separati su questo reciproco impegno. Credo che l'esecuzione tardi perchè nessuna notizia ho più dato io al riguardo (perchè impegnato in altre due importanti operazioni Ivaldi e Cerri). Riterrei equo concedere le forniture a mezzo di interposta persona, che all'uopo designerei. Concentrerei le armi al di qua della frontiera, le farei vedere a "Dd" e darei il via per la loro esportazione, a rischio e pericolo "Dd", solo a "colpo Rosselli" effettuato. Pagamento in contanti, maggiorato del compenso all'intermediario che ci dà la copertura". Il rapporto si concludeva facendo rilevare la convenienza del lato economico delle operazioni attuate attraverso "Dd", perchè esse, come sottolinea il rapporto "non richiedono spese per compensi e vita materiale degli agenti operanti (trattandosi di elementi francesi), ma soltanto l'impegno di facilitare i noti rifornimenti". Tuttavia si avverte che per il complesso delle operazioni il fondo di L. 50.000 è pressocchè esaurito e si chiede un'ulteriore anticipazione di L. 20.000.

"Affare" a buon mercato

Quanto alla persona che impartì l'ordine di sopprimere i fratelli Rosselli, l'Emanuele è stato più preciso in un successivo interrogatorio in cui ha detto che capo del SIM era Roatta ed Angioi era soltanto il vice-capo del servizio. Trovandosi Roatta in Spagna al comando di un'unità italiana, fu sostituito da Angioi e solo per questa ragione l'ordine relativo all'uccisione di Carlo Rosselli venne dato da quest'ultimo. L'Emanuele ha soggiunto che i contatti fra SIM e il circolo Ciano, Anfuso e Bocchini erano effettivamente molto rari, mentre i contatti diretti tra l'autorità militare e i sopraddetti avvenivano a mezzo del Sottosegretario Pariani. "Da ciò deduco - ha concluso l'Emanuele - che l'ordine in parola fu da questi (Pariani) direttamente trasmesso al col. Angioi dopo averlo a sua volta ricevuto dal Ciano e dall'Anfuso. La delittuosa decisione fu evidentemente presa dal Ciano, il quale all'epoca dirigeva ogni servizio militare e politico relativo alla guerra di Spagna".

Articolo apparso il 2 gennaio 1945 sul quotidiano "Il Tempo"